Impiantidi filtrazione quarzite e carbone

Per filtrazione rapida a pressione si intende la percolazione dell’acqua contenente impurità di diversa natura (sabbia, limo, ferro ossidato, particelle in sospensione di qualsiasi genere) in pressione attraverso strati di materiali filtranti.

I filtri rapidi a pressione sono del tipo multistrati; utilizzano infatti materiali filtranti a strati sovrapposti aventi diversa natura e diversa granulometria.

Questa tecnica offre i seguenti vantaggi principali rispetto a quella del monostrato convenzionale:

  1. Maggiore quantità di solidi sospesi trattenibile per ciclo di filtrazione
  2. Migliore qualità del filtrato
  3. Risparmio di acqua nel controlavaggio
  4. Maggiore protezione del filtro a carbone attivo
Impianti di filtrazione quarzite e carbone

Il carbone attivo

Il termine “carbone attivo” indica che il carbone ha subito un particolare processo fisico denominato “attivazione”. L’attivazione conferisce al carbone un’eccezionale porosità, grazie alla quale è possibile ottenere una superficie interna elevatissima: di conseguenza, la capacità di adsorbimento aumenta notevolmente.

Con il termine “adsorbimento” s’intende un processo di natura chimica attraverso il quale una sostanza solida o liquida trattiene sulla propria superficie uno strato di molecole o ioni di un gas, un liquido o un soluto con cui viene a contatto.

La capacità di assorbimento del carbone attivo può variare a seconda di varie condizioni. Le principali sono:

  • Temperatura
  • Umidità
  • Velocità del passaggio dell’acqua
  • Concentrazione

Più elevata è la concentrazione della sostanza da adsorbire e maggiore sarà la quantità di carbone attivo necessaria a trattarla.

I principali inquinanti che l’impianto è in grado di abbattere sono, TORBIDITÀ, COD, TENSIOATTIVI, OLI E IN PICCOLA PARTE METALLI PESANTI, con percentuali fino al 90% con i seguenti parametri in ingresso:

pH 6 – 8,5
COD 600 – 1000 mg/L
IDROCARBURI TOTALI 10 – 20 mg/L
TENSIOATTIVI TOTALI 5 – 15 mg/L

Aspetti gestionali

Un carbone attivo ha la capacità di “attirare” nei suoi siti attivi le molecole organiche e di legarle a sé in un modo stabile, anche se non irreversibile saturando quindi, con il tempo, tutti i suoi siti attivi. È necessario quindi un periodico controllo dell’efficacia depurativa e l’eventuale sostituzione o rigenerazione del carbone.

Prima dell’utilizzo un carbone deve essere lavato sotto un getto di acqua corrente per eliminare tutta la polvere che lo ricopre.

Per le colonne di quarzite, le operazioni gestionali da effettuare sono relative ad un periodico controlavaggio a seconda della quantità di filtrato che viene accumulata.

A monte del trattamento su quarzite e carbone attivo le acque devono essere preventivamente dissabbiate e disoleate od eventualmente trattate in idoneo sistema depurativo (ad es. impianto chimico-fisico) che consenta un abbattimento di parte degli inquinanti presenti.